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Check Point: a febbraio impennata di attacchi malware in Italia

Check Point: a febbraio impennata di attacchi malware in Italia

Check Point ha annunciato una nuova impennata di attacchi malware in l’Italia. Dopo un inizio anno nel segno dell’ottimismo, a febbraio il numero di attacchi informatici nel nostro Paese ha fatto scalare la classifica mondiale delle nazioni più attaccate di ben 25 posizioni. Le principali minacce attualmente in atto sono Conficker, warm che punta ai sistemi operativi Windows, Cerber, un ransomware offline che è stato identificato per la prima volta nel febbraio 2016, e Kelihos, una botnet utiliz

Pubblicato: 20/03/2017 16:20

di: Redazione BitCity

   

Check Point ha annunciato una nuova impennata di attacchi malware in l’Italia. Dopo un inizio anno nel segno dell’ottimismo, a febbraio il numero di attacchi informatici nel nostro Paese ha fatto scalare la classifica mondiale delle nazioni più attaccate di ben 25 posizioni.
Le principali minacce attualmente in atto sono Conficker, warm che punta ai sistemi operativi Windows, Cerber, un ransomware offline che è stato identificato per la prima volta nel febbraio 2016, e Kelihos, una botnet utilizzata soprattutto per il furto di bitcoin e per lo spam.
Secondo il Global Threat Impact Index di febbraio, a livello globale, il downloader Hancitor è salito nella top cinque delle famiglie malware ‘most wanted’. Questo downloader, che installa payload malevoli come trojan bancari e ransomware sui dispositivi infetti, è salito di 22 posti nella classifica mondiale dopo aver più che triplicato il proprio impatto il mese scorso.
Hancitor, noto anche come Chanitor, solitamente viene diffuso come un documento di Office contenente delle macro all’interno di email di phishing con messaggi “importanti” quali messaggi vocali, fax o fatture. 
Secondo il Global Threat Impact Index di febbraio, Kelihos, una botnet usata per il furto di bitcoin, è stata la variante di malware più diffusa, con infezioni scatenate contro il 12% delle organizzazioni a livello mondiale. Attiva dal 2010, Kelihos è evoluta da una campagna di spam ‘pump and dump’ in una botnet-for-hire, che invia spam per chiunque sia disposto a pagare. Nonostante sia stata debellata nel 2011 e nuovamente un anno più tardi, ha continuato a riemergere, divenendo ora una botnet che è cresciuta di più di tre volte in soli due giorni lo scorso agosto.
Oggi, Kelihos continua a crescere ed è uno dei più importanti distributori di spam al mondo, con oltre 300.000 macchine infette, ciascuna in grado di inviare più di 200.000 messaggi ogni giorno. In generale, le tre varianti di malware in questione rivelano che gli hacker stanno sfruttando una vasta gamma di attacchi e di tecniche per colpire le aziende. Queste minacce si attivano durante tutti gli stadi dell’infezione, senza tralasciare ovviamente le email di spam inviate attraverso le botnet, e i downloader che installano ransomware o trojan sulle macchine delle vittime.  
A livello mondiale, le tre famiglie di malware più diffuse a febbraio sono state Kelihos, con il 12% delle organizzazioni colpite, seguita da HackerDefender, che ha colpito il 5% delle organizzazioni e Cryptowall, che ha mietuto vittime tra il 4,5% delle aziende. 

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