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Drone-bagnino: ecco i nuovi robot per il soccorso in mare

I nuovi robot per il soccorso in mare lanciano salvagenti e canotti, allo studio la drone-scialuppa.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 27/07/2018

Un bagnante in difficoltà? Dalla spiaggia decolla prontamente un piccolo drone che trasporta un salvagente e lo lancia in prossimità della persona che chiede aiuto. E' questo lo scenario a cui, sempre più spesso, potremmo assistere sulle nostre coste, soprattutto in questo periodo di vacanze estive. Dopo le prime sperimentazioni, infatti, l'uso dei droni per il soccorso in mare si sta diffondendo molto rapidamente, tanto che anche la Capitaneria di Porto ne ha auspicato l'adozione da parte dei Comuni costieri e degli stabilimenti balneari.
I nuovi progetti italiani di "droni-bagnino" saranno presentati al "Sea Drone Tech Summit 2018", il primo congresso in Italia dedicato ai droni e ai robot per impiego marino e subacqueo, che si svolgerà nei giorni 16 e 17 novembre prossimi a Gallipoli (Lecce).
"In tutto il mondo si stanno studiando sofisticati sistemi a pilotaggio remoto specializzati nel soccorso in mare", spiega l'organizzatore Luciano Castro. "L'uso di queste tecnologie, infatti, consente di accelerare i tempi dell'intervento e, in caso di condizioni meteomarine particolarmente avverse, di limitare il rischio per il personale di soccorso". 
Oltre al piccolo multirotore capace di sganciare uno o più salvagenti, è già allo studio anche un grosso drone in grado di trasportare addirittura un canotto gonfiabile ed utilizzabile ad esempio in caso di naufragio. Lo stesso drone potrebbe essere impiegato, in futuro, anche per prelevare una persona dal mare o da una nave e portarla in volo sulla terraferma. Altra novità sono i "droni-scialuppa", piccole imbarcazioni senza equipaggio progettate per il soccorso anche con il mare grosso. Ci sono vari progetti, in Italia e nel mondo: dalla boa galleggiante radiocomandata e dotata di un sistema di propulsione a getto, capace di portare in salvo otto persone, fino al natante delle dimensioni di una motovedetta utilizzabileper la ricerca ed il soccorso di naufraghi, ma anche in altre missioni come la sicurezza marittima, il controllo delle coste e il monitoraggio dell'inquinamento delle acque.
"Anche il nostro Paese è in prima linea nello sviluppo di questi nuovi sistemi, che saranno sempre più utilizzati nelle attività di soccorso in mare", ha sottolineato Castro. "In occasione del congresso a Gallipoli, intendiamo perciò fare il punto su questa tecnologia per favorirne la diffusione, visto che può contribuire al salvataggio di vite in pericolo".

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