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Kaspersky Lab: le vittime di software per il mining di criptovalute crescono del 44,5%

Kaspersky Lab: le vittime di software per il mining di criptovalute crescono del 44,5%

In crescita anche il numero totale di utenti che si sono imbattuti in un miner su dispositivi mobili.

Pubblicato: 28/06/2018 15:40

di: Redazione BitCity.it

   

Gli esperti di Kaspersky Lab hanno scoperto un cambiamento significativo nel panorama delle cyberminacce: gli attacchi ransomware verso i PC e i dispositivi mobili di utenti unici sono diminuiti in modo drastico tra il 2017 e il 2018 (si è rilevata una diminuzione pari al 30% nel 2017 e al 22,5% nel 2018).
I cybercriminali, invece, stanno privilegiando il sistema del mining di criptovalute per guadagnare - ovvero software specializzati nel mining che creano una nuova unità monetaria (o moneta) utilizzando la potenza di calcolo dei computer o dei dispositivi mobili delle vittime. I miner malevoli agiscono in questo modo a spese altrui, sfruttando la potenza dei PC e dei vari device, a insaputa degli utenti. 
Secondo il report, i crypto miner che agiscono sui PC stanno crescendo in modo costante. Il numero totale di utenti che hanno incontrato questa forma di mining è aumentato, passando da 1.899.236 nel biennio 2016-2017 a 2.735.611 in quello 2017-2018. Anche il mining di criptovalute diretto ai dispositivi mobili sta emergendo come minaccia, con attacchi unici in crescita del 9,5%. 
Complessivamente, questa forma di mining ha interessato quasi 5.000 utenti nel biennio 2017-2018, rispetto ai circa 4.500 utenti nel 2016-2017. Tra i più colpiti da questa minaccia i dispositivi mobili degli utenti di paesi come l'India e la Cina.
"Le ragioni dietro questi cambiamenti nel panorama delle cyberminacce sono chiare. Per i criminali informatici, il ransomware è un modo "rumoroso" e rischioso di guadagnare; attira l'attenzione dei media e dello stato. Il mining, invece, è più semplice da mettere in atto e più sicuro: è sufficiente attaccare le vittime, produrre criptovaluta sfruttando la potenza CPU o GPU dei loro PC e dispositivi mobili e trasformarla in valuta reale attraverso scambi e transazioni legali", osserva Anton Ivanov, Security Expert di Kaspersky Lab
Tra gli altri risultati interessanti del report troviamo quanto segue: 
  • Il numero di utenti che si sono imbattuti in un ransomware è sceso del 30%, passando da 2.581.026 nel biennio 2016-2017 a 1.811.937 nel 2017-2018.
  • Tra gli utenti che si sono imbattuti in un malware, la percentuale di utenti che almeno una volta hanno incontrato un ransomware è diminuita di circa un punto, passando dal 3,88% del 2016-2017 al 2,88% del 2017-2018.
  • Tra gli utenti che si sono trovati a dover fronteggiare un ransomware, la percentuale di quelli che hanno incontrato un cryptor è scesa del 3%, passando dal 44,6% del 2016-2017 al 41,5% del 2017-2018.
  • Il numero di utenti attaccati da un cryptor si è quasi dimezzato nel periodo preso in esame, passando da 1.152.299 nel 2016-2017 al 751.606 nel 2017-2018.
  • Il numero di utenti attaccati da un ransomware per dispositivi mobili è sceso del 22,5%, passando da 130.232 nel 2016-2017 a 100.868 nel 2017-2018.
  • Il numero di utenti che si sono imbattuti in miner di criptovalute è, invece, cresciuto del 44,5%, passando da 1.899.236 nel 2016-2017 a 2.735.611 nel 2017-2018.
  • La quota di miner rilevati, rispetto al totale delle minacce individuate, è aumentata in percentuale, passando da quasi il 3% del 2016-2017 a oltre il 4% nel 2017-2018.
  • Anche la quota dei miner individuati rispetto alle rilevazioni complessive relative a strumenti considerati rischiosi è risultata in crescita - passando da oltre il 5% del 2016-2017 a quasi l'8% del 2017-2018.
  • In crescita anche il numero totale di utenti che si sono imbattuti in un miner su dispositivi mobili, con un ritmo più costante e un aumento del 9,5%, derivato dal confronto tra i 4.505 utenti del 2016-2017 ai 4.931 utenti del 2017-2018.

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